LABORATORI CREATIVI PER BAMBINI.. e non solo!

matite e colori per bambini

Non so cosa ne pensate, ma io ho notato che la parola “laboratorio”, insieme al suo sinonimo “officina”, da un po' di tempo a questa parte, sono molto gettonate.

L’ho notato nella nomenclatura di nuove aziende, studi tecnici, titoli di progetti, in nomi di band musicali… Forse perché, immersi come siamo in una realtà virtuale, circondati da elettronica e cibernetica, si sente la necessità di toccare qualcosa di sporco e materico, qualcosa che ha un peso e un odore e così, sempre più spesso e volentieri, i due mondi si sposano contrastando felicemente tra loro.

Infatti, la parola “laboratorio” ci evoca un luogo tutt’altro che virtuale, tutt’altro che etereo. Ci riporta inoltre indietro col tempo, dove eravamo immersi in una realtà fatta di materiali e sostanze, dove s’impiegavano tutti i nostri cinque sensi. Dalle mani, nasceva tutto.

Oggi invece, in questa maniera sempre più teorica di concepire e di svolgere la pratica, dove le funzioni delle mani si sono ridotte ad un polpastrello e dove i nostri figli sono ormai battezzati come “nativi digitali”, chi non desidera, anche solo per un momento, riappropriarsi di tutte le dita, palmo compreso, per sentirle sprofondare in qualche impasto o per vederle muovere abilmente?

Non è bello sorprendersi a veder nascere dalle proprie mani un qualcosa di meraviglioso sotto i propri occhi grazie anche a pochi ma precisi gesti?

Non parlo di magia o di prestidigitazione, ma di quella pratica che sarebbe raccomandabile eseguire il più possibile e ad ogni età… e soprattutto in quest’epoca! Parlo della pratica di fare laboratori e cioè di elaborare, costruire, fabbricare, assemblare, incollare o tagliare.

Insomma, adoperare le mani, servendosi anche di strumenti e utensili, anche semplici materie prime, per riuscire a creare oggetti, partendo da quello più comune, che può essere un biglietto di auguri, arrivando addirittura a realizzare opere d’arte, anche quelle più fantasmagoriche!

creazioni laboratorio creativo per bambini
creazioni laboratorio creativo per bambini

LABORATORIO CREATIVO PER BAMBINI: COME DOVREBBE ESSERE?

Il laboratorio creativo per bambini che intendo io, lo è a tutti gli effetti: è un’officina, una manifattura, una piccola fabbrica, una bottega dove si costruisce, assembla, si taglia e s’incolla, si stacca e si attacca. Non è un’evocazione ma una realtà concreta, fatta dei suoi rumori, stridii e scricchiolii, fatta delle sue superfici lisce e ruvide e delle sue infinite colorazioni.

Le mani e i vestiti ci si sporcano veramente, si pesta polvere e detriti. Alla fine di una giornata di questo lavoro artigianale, ci si deve lavare con acqua e sapone per tornare belli lindi a questa realtà, così asetticamente tecnologica, quella realtà che ci circonda e forse anche ci penetra.

mani colorate dei bambini laboratorio creativo

Nello stesso tempo, i miei workshop, hanno un elemento che li lega alla nostra contemporaneità fatta di concetti, progetti, ricerca, riflessione e meditazione.

Sia il bambino che l’adulto, nella mia officina artigianale, ha l’opportunità di trovare concentrazione ed ispirazione dentro se stesso per poi elaborare ed esternare il proprio progetto.

Si esegue un qualcosa che è stato precedentemente creato con il proprio pensiero e con la propria fantasia.

Ma a questo non si arriva digiuni, si parte sempre da un lavoro di gruppo che sta a capo del progetto che io stessa ho ideato con i suoi obbiettivi e le sue motivazioni, dove il risultato conclusivo, non è mai un oggetto fine a se stesso, ma il prodotto di un lavoro che nasce da dentro ogni singolo individuo, sia esso bambino, che ragazzo, che adulto.

DA DOVE SI PARTE?

Beh, come in tutte le cose, prima si pensa e poi si fa. È vero, a volte è bello agire d’impulso, ma quando si vuole intraprendere un percorso e si vuole raggiungere un determinato traguardo, è meglio studiare tutti i passi.

Questo vale per un laboratorio, dove prima si tratta l’argomento in oggetto il quale ci darà il “la” a far partire il nostro piano di lavoro intorno all’oggetto da realizzare.

Quindi si parte dalla teoria, con la lettura, il racconto, la visione di immagini o video, poi si passa alla creazione  e progettazione ed infine si giunge alla pratica con la manipolazione e la realizzazione dell’oggetto protagonista del nostro creative lab.

Ogni fase che si attraversa, è fatta di momenti fantastici dove escono fuori domande, curiosità, elaborazioni… in ogni fase, anche l’adulto 99enne, cresce e matura di un po'. Non si finisce mai di imparare, non si smette mai di stupirsi. Ogni laboratorio poi è diverso dall’altro ed io mi diverto a crescere con i miei alunni che a loro volta insegnano sempre qualcosa di molto utile a me!

Nella prima parte, dove si raccolgono informazioni e si parla molto, assisto a fenomeni che mi danno la massima soddisfazione, come quando vedo il bambino che d’impatto sembrava il più introverso, che piano piano prende coraggio e si lancia a condividere al gruppo osservazioni e riflessioni. Oppure l’individuo che sembra non trovare pace e fermezza, all’improvviso ci dà esempio di calma e senso di responsabilità, magari rendendosi utile a tutti.

Quando poi si passa allo step dedicato alla pratica, si vedono altre piccole trasformazioni. Innanzi tutto c’è da precisare che non tutti abbiamo lo stesso approccio con la materia o comunque con tutto ciò che, toccandolo, può lasciare parti di se.

Soprattutto durante i miei lavori per bambini, mi sono spesso accorta che, per qualcuno dei miei piccoli allievi, il passare dall’immaginario al concreto, dall’etereo al materico, può rappresentare un momento di smarrimento e, una volta arrivati alla fase della realizzazione, si possono sentire un po' bloccati nei confronti di tutto ciò che è da “manipolare” e nel rapporto con colori e sostanze, o con tutti quei materiali e strumenti che in qualche modo potrebbero “sporcare”.

Forse questo deriva dal fatto che il bambino è stato abituato fin dalla nascita a fare particolare attenzione all’igiene?... O forse si tratta di un normale atteggiamento che caratterizza questa nuova generazione?...
Molto semplicemente penso che il bambino, trovandosi di fronte ad una novità e come tale, viene presa con la giusta distanza di sicurezza. Fortunatamente però è anche vero che, dopo questi primi attimi di incertezza e di titubanza, ogni bambino, ma anche quello più timoroso o introverso, riesce ad evadere dagli schemi che si era costruito e si libera al piacere di toccare e sperimentare con le proprie manine utilizzando tutti i suoi sensi che al bisogno sono chiamati a rispondere.

Ben presto l’allievo si fa prendere dalla curiosità di imparare a costruire ed elaborare. Si stupisce di come le proprie mani siano tanto brave a creare qualcosa che fino a pochi minuti prima era solo un’immagine. Alla fine dei lavoretti, i miei piccoli artigiani vorrebbero ripetere l’esperienza, e in quel momento, non c’è niente per me di più appagante. Pure per voi padri o madri, per voi nonni, non c’è niente di più appagante che vedere il proprio figlio o nipote, al ritorno da un laboratorio, con il volto attraversato da un sorriso vincente e soddisfatto e gli occhi ancora pieni di eccitazione!

E se notate qualche macchia in più nei suoi vestiti o del colore sul naso, non vi preoccupate, un bambino con quei segni è sicuramente un bambino che si è divertito! È così bello ammirare un cucciolo d’uomo che sperimenta i colori con le sue magiche trasformazioni o che affonda le mani nella creta o nella pasta di sale per dare forma alla sua fantasia.

Oppure vederlo impegnato con massima concentrazione, sottolineata da una linguetta fuori dalla bocca, a ritagliare personaggi o animali da fogli di carta o pezzi di stoffa…!

Qui è obbligatorio solo rilassarsi e godersi appieno questi splendidi momenti di manualità.

creazioni laboratorio bambini
creazioni laboratorio bambini

Laboratorio o “laboratorio creativo”?

Fare laboratorio è sempre utile e per molteplici ragioni. Ci sono tanti modi per farlo e per eseguirlo, tante maniere per divertirsi a lavorare, manipolare, inventare e creare.

Io distinguo gli workshop per bambini e per adulti, in due tipologie, simili, ma in fondo molto differenti: il laboratorio esecutivo e il laboratorio creativo, ma tutte e due sostanzialmente, chi più chi meno, servono a tenere impegnata e allenata la mente, a stimolare e governare il sistema nervoso, a sviluppare ed allenare la manualità e l’attenzione.

Nei laboratori esecutivi il bambino si impegna a costruire un manufatto imparando modi e tecniche di realizzazione. Deve quindi imparare ad eseguire dei passaggi ben precisi per la costruzione di un oggetto che sarà più o meno difficile da realizzare. Quindi l’allievo farà appello a tutta la sua abilità per cercare di fare un buon lavoro.

Farà muovere le sue rotelle e le sue dita aguzzando la vista e imparando tante belle e buone attitudini pratiche.

creazioni bambini
creazioni bambini

Nei laboratori creativi, oltre a tutto ciò che ho appena detto, va aggiunta la parte creativa. Come è auspicabile, un laboratorio creativo, sia per bambini che per adolescenti o adulti, oltre ad essere basato sull’aspetto manuale e tecnico, deve essere incentrato innanzi tutto sulla stimolazione delle quattro importanti facoltà del cervello che Bruno Munari ben distingue e descrive nel suo interessantissimo e prezioso libro “Fantasia” del 1977.

Si tratta appunto della Fantasia, dell’Invenzione, della Creatività e dell’Immaginazione. Facoltà che non devono essere ostentate da parte degli alunni, non è una gara tra chi è più creativo, ma devono essere stimolate allo sviluppo da parte del tutor di tali laboratori creativi.

In sostanza i secondi lasciano qualcosa in più del semplice oggetto ricostruito, lasciano il ricordo indelebile di un’esperienza che ha aperto la mente ad un miglior approccio verso le esperienze a venire e dà gli strumenti alla mente per fare elaborazioni personali che possono portare anche a capovolgere gli insegnamenti.

Comunque sia, partecipare a tutti e due i laboratori è sempre molto utile in entrambi i casi e, come ho già detto, oggi più che mai diventano momenti indispensabili proprio per dare l’opportunità di allenare la mente e le mani a gesti diversi dalla semplice digitazione in ambito tecnologico.
Concludo con una frase che estrapolo dal libro di Margot Sunderland “Disegnare le emozioni” che mi ha colpito molto, per condividerla con voi e che spero mi darà lo spunto per elaborare altre riflessioni sull’argomento:

“Su un pezzo di carta, una persona può provare modi d’essere più espansivi, creativi, emotivamente salutari. L’immaginare è il primo, essenziale passo per far sì che qualcosa succeda nella realtà”.

Bello, vero?... Vi lascio alle vostre riflessioni… e se volete condividere con me le vostre esternazioni, scrivetemi! Io adesso scappo, ho un gruppo di bambini armati di lapis e di forbici che mi aspettano ;-)

DA DOVE SI PARTE?

quaderno creativo

Posso darvi uno spunto per un lavoretto per bambini da fare in casa? Risale ad un ricordo di bambina legato alle mie prime lavorazioni artigianali dove utilizzavo sostanze che hanno segnato la mia corteccia celebrale con odori unici ed inconfondibili come quello della mitica colla Coccoina. La sua confezione è costituita da un barattolino di plastica che, al suo interno, ha un minuscolo pennello con il quale mi sono divertita ad incollare ritagli di carta di tutti i tipi. Già quella confezione, sembrava un gioco divertente e stimolante! Eh sì, momenti unici… ma che poi tanto unici non sono, scommetto di non essere la sola ad avere dei ricordi olfattivi…

Come dicevo, i miei primi lavoretti manuali che amavo fare con la carta, le forbici e la colla, erano dedicati ai miei quaderni “segreti”, più precisamente all’interno delle copertine. Adoravo creare una sorta di tasche interne che fungevano da mini raccoglitori che riunivano disegni, ritagli, biglietti, fotografie, etichette, foglietti, fogliettini e chi più ne ha, più ne metta. In poco tempo, il mio quaderno era bello grasso e panciuto e… dovevo iniziarne un altro… Ma che soddisfazione però avere dei quaderni che, oltre ad essere personalizzati e originalissimi, potevano contenere tante belle cosine!


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