Bio

Devo ammettere che sulle mie esperienze lavorative potrei parlare all’infinito rischiando di dire cose che non ti interessano (che brutta figura!).

Ma s​​​​​​​​​​​e hai aperto questa pagina, immagino che qualcosina su di me tu la voglia sapere. Per esempio, lo sai…

…che la mia carriera è incominciata da studentessa?

Proprio così, durante l’ultimo anno del Liceo Artistico. Precisamente quando mi viene affidato dall’amministrazione provinciale di Grosseto, il compito di progettare un monumento architettonico dedicato alla resistenza partigiana ed ai deportati di guerra.

La cosa stupefacente è che il monumento viene realizzato davvero e oltretutto seguendo alla lettera, o meglio al millimetro, ogni mia indicazione!

Poi, in men che non si dica, viene inaugurato con tanto di velo bianco, banda musicale, discorso del sindaco, foto, ringraziamenti, articolo sul giornale e una bella targa d’ottone riportante il mio nome!

Il monumento è ancora lì, con i suoi 5 metri cubici di stazza. Una costruzione geometrica, astratta, composta di ferro e cemento armato ed ogni 25 Aprile, dopo una cerimonia in alta montura, una corona d’alloro viene solennemente deposta ai suoi piedi…

Nonostante l’incipit alquanto sfavillante, non sono andata progettando monumenti a destra e a manca (ma sono sempre in tempo!).

Non sembra, ma dopo la maturità artistica, le strade da percorrere sono davvero infinite, e tutte davvero molto affascinanti…

Nell’imbarazzo della scelta, ma soprattutto perché mia mamma era una fantastica e spettacolare stilista di abiti da sposa (non esagero! Gli abiti di Ines  erano famosi e amati da tutti per il loro estro scenico e per la loro eleganza), decido di diplomarmi a Firenze come stilista di moda ed entrare nel suo splendido, unico ed affascinante atelier. Qui ci occupiamo dell’ideazione e della realizzazione del capo, fino a curare le scenografie per le sfilate (che divertimento!). Sono molto aperta e generosa e collaboro anche con altre società del settore dedicandomi soprattutto alla parte grafica e decorativa (molto interessante).

La maggior parte dei miei lavori sui jeans, sono approdati in Germania (auf wiedersehen!).

A diciannove anni progetto le divise ufficiali del corpo dei vigili urbani (diciamo… per una multa all’ultimo grido) e dopo poco creo una collezione di quindici pezzi per Pierre Cardin Jeans donna. Tra questi, vado orgogliosa degli shorts che sul davanti si trasformano in minigonna. Poi ho studiato un rever per le giacche un po’ particolare, che formava un nodo… Ho ideato io i primi pantaloni per il trekking che, sbottonandoli, diventano dei pratici bermuda e che dopo 10 anni sono diventati il pezzo forte di una famosa azienda di abbigliamento per lo sport (mannaggia! perché non l’ho brevettati?!).

E soprattutto perché non ho continuato nel mondo della moda? Il fatto è che, essendo nata e cresciuta in un territorio ricco di importanti testimonianze storiche, circondata da affascinanti siti appartenuti ad antiche civiltà, il gene etrusco che è in me non resiste alla tentazione di iscrivermi (e senza pensarci due volte!) al Corso di Formazione Professionale per Restauratori di Reperti Archeologici. Allora, addio ai tulles, allo chiffon, alle trine, alle perline e via con la cazzuola, il bisturi, il microscopio. Ed è così che nel 1992, al termine di questa valida ed entusiasmante scuola, ho l’onore di presiedere la cooperativa Pronto Restauro ed ho la splendida opportunità di lavorare per il museo di Grosseto e negli scavi di diversi siti archeologici della Toscana (che emozione!).

Ma è durante i lavori di restauro a palazzo Medici Riccardi di Firenze, nel 1993 che decido di trasferirmi in questa meravigliosa città e, come restauratrice, lavoro ai mosaici del Battistero, agli scavi ed al restauro dei reperti archeologici a Sesto Fiorentino per l’università di Siena. Parallelamente però, coltivo la mia passione artistica dando sfogo alla mia creatività e realizzo pitture e sculture per privati.

Un giorno, rapita dalla lettura della tenerissima storia dell’uccellino Cipì, mi cimento altrettanto teneramente, nell’esperienza dell’illustrazione producendo una decina di disegni che rimangono stretti stretti nel mio cuore (…e nel mio cassetto!).

Ma nel 1994, proprio quando mi stavo beando della mia nuova cittadinanza, ecco che il lavoro di restauro viene a mancare e l’idea di illustrare libri per bambini balza di nuovo nella mia testa. Con un anno di duro lavoro come autodidatta, arrivo alla creazione del mio piccolo book di otto illustrazioni tratte da Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba, che conquista immediatamente le simpatie dell’illustratore fiorentino Roberto Luciani, allora supervisore della casa editrice Giunti. Intraprendo così la professione di illustratrice e, anche grazie ai miei due figli, entro integralmente e felicemente nel mondo dell’infanzia (evvai!!!).

Oltre alla realizzazione di illustrazioni, incomincio una collaborazione con scuole, biblioteche ed associazioni e lavoro a stretto contatto con bambini e ragazzi progettando, curando e realizzando per loro dei fantastici laboratori.

Prendendo spunto dal mondo della letteratura e approdando a quello dell’arte e della creatività, mi diverto a stimolare i neuroni ed a far muovere le manine di tanti bei bambini.

Senza pensare ad una pagella, si taglia, si colora, si incolla.

Contemporaneamente al lavoro con le scuole e le biblioteche con progetti di letture animate e laboratori artistici, incomincia la collaborazione con le ragazze e i ragazzi dell’Associazione Trisomia21. Per loro creo dei progetti di laboratorio studiati ed approvati dalle psicologhe e, insieme allo scrittore fiorentino Emiliano Gucci, costruiamo un avvincente libro dal titolo molto complicato: Pri-pri e Pe-pè, le strambe avventure di Primavera e Pedro… Entusiasti del risultato, pensiamo di fare un tour nelle librerie e biblioteche per fare una ‘spettacolare’ presentazione. Dato che con il CIT (Centro Iniziative Teatrali) andiamo nelle scuole a fare attività di animazione e laboratori teatrali per bambini, curo così la messa in scena, i costumi e le scenografie di una deliziosa pièce teatrale tratta dal racconto ed interpretata dai bambini dell’associazione (che banda strampalata!).

È vero che nella mia attività artistica non metto alcun limite alle tecniche ed ai materiali da utilizzare per esprimermi: dall’acrilico all’acquerello, dalla scultura alle tecniche pittoriche miste fino ad arrivare alla tecnica vettoriale (come si dice a Firenze: di ché c’è, un manca nulla! *), ma quello che mi succede una domenica di Febbraio del 2008 sinceramente non l’avevo previsto!

Dal Centro Iniziative teatrali di Campi Bisenzio, mi viene offerto un altro sogno da realizzare, cioè un cortometraggio!!! Mi chiedono di raccontare una storia animata da inserire nel video-documentario La città proibita, a cura della regione Toscana e del comune di Firenze.

Facendo un tuffo nel mondo dell’animazione apprendendo la tecnica del frame to frame a 25 disegni al secondo, realizzo il mio primo cortometraggio animato dedicato alla bambina cinese Sara e al suo incubo ricorrente legato al suo ambiente familiare.

Il tempo passa velocemente in questa bella città ed io divento sempre più fiorentina… ma certo è che non mi dimentico delle mie radici! Infatti nel 2010 torno nella mia città con un compito davvero onorevole e cioè tenere un corso di illustrazione e laboratorio ai docenti delle scuole materne e primarie della provincia di Grosseto e dunque da scolara, divento insegnante (…e questa volta sono io a dare i voti alle maestre!).

Ma quando inizia la crisi economica, quella che viene classificata come la più nera di sempre, per noi artisti è più dura che mai… per fortuna che internet resiste ed è l’unico ambiente lavorativo che cresce economicamente. Infatti è lì che trovo il mio spazio e mi invento un nuovo mestiere da aggiungere alla mia carriera.

Entro nel mondo della grafica pubblicitaria, scopro il web marketing e collaboro con gli web master.

Adesso invento slogan, faccio video, scrivo articoli e testi per il web e creo grafiche per le campagne pubblicitarie. Un lavoro intenso e continuo per mettere in evidenza le aziende e fare in modo che escano in rete… con un bell’abito a festa! (è arrivata la stilista delle aziende…) Tutto questo con molta dedizione e serietà, tanta quanta è la voglia di divertirmi, sempre!

E adesso, vuoi sapere cosa voglio fare da grande?…

Cosa facciamo, semmai.

Il viaggio per le strade e i vicoli della mia carriera è terminato. Ti è piaciuto? Non ti è piaciuto? Fammelo sapere, sarà piacevole fare due chiacchiere o magari intraprendere un’entusiasmante, intraprendente, avvincente, glorificante collaborazione.

 

**

 

* – di quello che c’è, non manca nulla.

** – questo nome mi è stato affettuosamente appioppato da un mio caro amico del Liceo. La mattina, al mio ingresso in classe, mi cantava il gingle: Meri Pei, Meri Pei, son contento che ci sei (x ben 3 volte).
Gli amici più stanchi, mi chiamano Pei.


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